La parola ‘spasticità’ nella terminologia medica si riferisce ad un fenomeno clinico, che può manifestarsi dopo una lesione del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), caratterizzato da un aumento del tono muscolare in relazione ad una variazione della velocità del movimento di un segmento corporeo. Tuttavia questa definizione non rende conto della reale complessità di questo fenomeno fisiologico organizzato dal sistema nervoso centrale in seguito a un danno di questo.

Proverò a fornire un’altra chiave di lettura per interpretare il fenomeno della spasticità:

  1. L’aumento del tono muscolare non è di per sé un segno “cattivo” o fuori dalla fisiologia. Anzi è una manifestazione clinica che rientra nella fisiologia in quanto messa in atto proprio dal sistema nervoso. Il fatto che sia diversa dal “normale” non significa che sia cattiva o non fisiologica.
  2. Avere una lesione a livello del sistema nervoso centrale non porta necessariamente allo sviluppo della spasticità. Questo perché l’aumento del tono muscolare (spasticità) dipende sia dall’entità della lesione del tessuto nervoso, ma anche e soprattutto dalle esperienze che il paziente vive nella sua realtà quotidiana e dalle esperienze riabilitative alle quali viene sottoposto.
  3. La spasticità è una forma di organizzazione che il sistema nervoso mette in atto quando il paziente si confronta con situazioni/contesti troppo difficili per le sua capacità cognitive e sensori-motorie.
  4. Quando il sistema nervoso si riorganizza dopo una lesione segue un principio che si definisce di economia dei processi cognitivi: le strategie messe in atto dal paziente, quando viene posto in situazioni troppo complicate per le sue capacità attuali, sono le più semplici e tendono a richiedere meno impegno a carico di quei processi cognitivi che sono alla base dell’organizzazione dell’azione. Questo fa si che si sviluppino le cossidette sinergie patologiche che però non sono affatto economiche dal punto di vista energetico del movimento.
    Infatti un paziente che si muove con la spasticità spenderà molte più risorse energetiche rispetto ad un paziente che non sviluppa questo aumento eccessivo del tono muscolare.
    La spasticità dunque è una forma di organizzazione semplice del movimento che si manifesta quando il sistema nervoso viene messo precocemente davanti a situazioni/contesti/compiti troppo impegnativi in quel determinato momento storico.
    Essendo quindi una forma organizzativa del movimento, seppur un po’ rudimentale, la spasticità è anche e soprattutto una forma di apprendimento attraverso la quale il sistema si relaziona con l’ambiente e con sé stesso.
  5. Imparare a muoversi rigidamente significa essere in relazione poco flessibile e variabile con il mondo che ci circonda. E’ questo il reale motivo per cui bisogna cercare di prevenire questa manifestazione organizzativa semplificata a favore di una forma di organizzazione del movimento complessa, variabile e flessibile.
    Uno degli obiettivi della Riabilitazione Neurocognitiva è proprio questo e viene messo in atto attraverso delle modalità di esercizio specifiche e degli strumenti riabilitativi precisi che tengono conto dell’inscindibilità che esiste tra percezione, movimento e processi mentali dell’essere umano.

Dott. Andrea Nati