Post-ictus cerebrale: cosa accade nel cervello?

Post-ictus cerebrale: cosa accade nel cervello?

L'ictus cerebrale (in inglese Stroke) appartiene alla classe delle malattie neurovascolari ed è caratterizzato dalla comparsa improvvisa di segni o sintomi neurologici con disfunzione focale o globale, per una durata superiore a 24 ore o nella peggiore delle ipotesi con esito infausto. Si distingue dall’attacco ischemico transitorio (TIA), la cui sintomatologia dura meno di 24 ore.  La sintomatologia dell'ictus dipende dall'area cerebrale colpita. Il quadro neurologico generalmente dipende dall'arteria interessata, ma non sempre vi è una esatta correlazione. Di seguito sono riportati alcuni dei sintomi principali: Improvvisa mancanza di forza, formicolio e mancanza di sensibilità ad un braccio e ad una gamba Emiparesi Incontinenza urinaria Confusione e scarsa capacità di...

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Il dolore…“Va sopportato?… Va combattuto?…Va tolto?…Devo tenermelo?”

Il dolore…“Va sopportato?… Va combattuto?…Va tolto?…Devo tenermelo?”

In quest'articolo cercheremo di rispondere a delle domande riportate da molti pazienti (“Il dolore va sopportato?, Va combattuto?, Va tolto?, Devo tenermelo?”), interpretando, attraverso la teoria dei sistemi complessi, il fenomeno del dolore partendo dalla definizione data dalla IASP e dall'OMS e cercando di andare oltre per formulare ipotesi sul ruolo che il dolore riveste per il sistema uomo. Secondo la definizione della IASP (International Association for the Study of Pain) e secondo l'associazione dell'OMS il dolore è “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, presente o potenziale, o descritta in termini di danno”. Esso non può essere descritto solamente come un fenomeno sensoriale, bensì deve essere visto come la composizione: di una...

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Esiste un recupero “più veloce” dopo una lesione cerebrale?

Esiste un recupero “più veloce” dopo una lesione cerebrale?

Quando utilizziamo la parola “recupero” probabilmente abbiamo nella testa l'idea di  tornare in possesso di una cosa che era già nostra e che si era perduta. Se parliamo di recupero dopo un danno al sistema nervoso, solitamente, pensiamo ad una riacquisizione di una condizione, di tornare a come eravamo prima. Analizzando questa idea del “tornare a come eravamo prima” all'interno del campo delle neurolesioni possiamo fare una prima considerazione e cioè che biologicamente non è possibile tornare indietro. Proviamo a pensare che quando il nostro cervello viene interessato da un danno, più o meno esteso, che porta alla perdita di tessuto neuronale, le cellule (lesionate o morte) non potranno essere sostituite con altrettante cellule neuronali nuove. Questa è già una prima...

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Come viene interpretata la spasticità dal punto di vista Neurocognitivo?

Come viene interpretata la spasticità dal punto di vista Neurocognitivo?

La parola ‘spasticità’ nella terminologia medica si riferisce ad un fenomeno clinico, che può manifestarsi dopo una lesione del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), caratterizzato da un aumento del tono muscolare in relazione ad una variazione della velocità del movimento di un segmento corporeo. Tuttavia questa definizione non rende conto della reale complessità di questo fenomeno fisiologico organizzato dal sistema nervoso centrale in seguito a un danno di questo. Proverò a fornire un'altra chiave di lettura per interpretare il fenomeno della spasticità: L’aumento del tono muscolare non è di per sé un segno “cattivo” o fuori dalla fisiologia. Anzi è una manifestazione clinica che rientra nella fisiologia in quanto messa in atto proprio dal sistema nervoso....

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